Caso · Riorganizzazione

Il responsabile se n’è andato; ma l’azienda non deve rallentare.

Azienda manifatturiera metalmeccanica, un centinaio di persone, più di 40 milioni di fatturato. Cinque mesi dentro il reparto marketing: continuare l’operatività, tenere insieme il team, rimetterlo in ordine e preparalo per le sfide future.

Costruire il processo prima di basarsi sulle persone. È l’ordine che quasi nessuno segue, ed è quello che decide se la nuova assunzione funziona o brucia.

PRIMA · TUTTO PASSA DA UNA PERSONA DOPO · OGNI COSA HA UN OWNER
Il punto di partenza

Due persone brave. E nessuno che le tenesse insieme.

Il reparto marketing erano due figure junior, molto solide ognuna sul proprio pezzo: competenze verticali, attività assegnate una per una e esecuzione. In più, un’agenzia di marketing e diversi fornitori per eventi e attività dedicate.

Finché il responsabile c’era, il sistema reggeva perché tutto passava da lui: priorità, rapporti con i fornitori, scadenze e il criterio per dire di sì o di no. Quando è uscito si è fermato il punto in cui le attività venivano decise.

Due persone che eseguono non fanno un reparto. Due persone che eseguono di solito aspettano che qualcuno dica cosa (e come) eseguire.

La mappa

Cinque mesi, quattro tempi

Step by step, si segue uno schema preciso.

MESE 1 MESI 2 e 3 MESE 4 MESE 5 Messa in sicurezza Ricostruzione del processo Selezione Consegne e uscita Cosa non si può fermare Chi fa cosa, e chi decide Capire chi (e se) serve Il reparto è efficiente NON SI DEVE ASSUMERE SUBITO QUALCUNO!
I primi tre tempi

Tenere in piedi, e intanto rifondare

Non si può chiudere per inventario. Si lavora mentre la macchina gira.

01
Il momento

Cosa si rompe per primo

Entrando non ho chiesto cosa serviva al marketing. Ho chiesto un’altra cosa: cosa si rompe se nessuno lo gestisce. Scadenze già prese, impegni con i fornitori, materiali promessi ai commerciali, cose che esistevano solo nella testa di chi era uscito.

Dove ho fatto la differenza La prima settimana ho fatto l’inventario di quello che stava per cadere. Chi arriva con un piano il primo giorno non può aver guardato davvero nell’azienda.
02
Messa in sicurezza

Prima togliere, poi aggiungere

Ho assegnato temporaneamente le cose che non potevano aspettare e ho sospeso quelle che non erano prioritarie. I due junior hanno continuato a fare quello che sapevano fare, con una differenza: sapevano a chi chiedere quando il quadro non era chiaro.

Dove ho fatto la differenza Nelle prime settimane non ho aggiunto attività. In un reparto che ha appena perso la testa, la cosa più utile è capire come gira, non aggiungere task.
03
Ricostruzione del processo

Chi fa cosa, chi decide cosa, e perché

Le due persone sono passate da esecutrici di compiti a responsabili di aree: ognuna con un perimetro, un criterio di priorità e il diritto di dire di no. I passaggi con le vendite sono diventati espliciti invece che affidati alla buona volontà. E l’agenzia e i fornitori hanno ricevuto qualcosa che prima non avevano: obiettivi scritti, metriche e una cadenza fissa di confronto.

Dove ho fatto la differenza Ho ricostruito il processo prima di cercare la persona. Se assumi su un reparto disordinato il disordine diventa il suo problema, e tu il tuo l’hai solo spostato di scrivania.
A metà strada

Cinque mesi, non cinque riunioni.

La differenza tra chi consiglia e chi risponde di quello che succede è tutta qui: se il reparto sbaglia una consegna, la sbaglio anch’io.

Gli ultimi due tempi

Chi entra, e come si esce

La parte in cui il lavoro fatto prima si vede tutto insieme.

04
Selezione

Il profilo emerge dal lavoro, non da un annuncio

Con il processo in piedi il profilo da cercare non era «un marketing manager» generico, ma la persona che serviva a quel reparto, in quell’azienda, con quei due junior già cresciuti. Non sono un recruiter e non mi ci spaccio: lavoro con chi seleziona, sapendo esattamente cosa deve saper fare chi entra.

Dove ho fatto la differenza Il colloquio l’ho fatto sulle cose che quella persona avrebbe dovuto fare il lunedì mattina. Non sul curriculum, non sui progetti raccontati bene.
05
Operatività e uscita

Il sito online e una fiera che non era in programma

Nei cinque mesi il nuovo progetto del sito è stato sistemato ed è andato online. Ed è entrata in calendario una fiera che prima non era nemmeno stata valutata: si è rivelata importante per il commerciale e per il brand.

Quella fiera ha fatto anche un secondo lavoro, meno visibile. È diventata il momento in cui raccontare al mercato la nuova organizzazione, con le nostre parole e nei nostri tempi.

Dove ho fatto la differenza Sono uscito con una data decisa all’inizio, non quando finiva il budget. Sono un manager indipendente non un costo fisso in più
La parte che nessuno considera

Il mercato lo viene a sapere comunque

Quando cambia qualcosa ai vertici la notizia gira. L’unica variabile è da chi la sentono.

CAMBIA L’ORGANIZZAZIONE Lo raccontate voi In fiera, con i vostri tempi e le vostre parole. Lo scoprono da soli Da un fornitore, da un concorrente, da una voce. VOCI, MEZZE FRASI, INTERPRETAZIONI

Nel primo caso è una scelta. Nel secondo è un problema. È la stessa identica notizia: cambia solo chi (e come) la dice per primo.

Cosa è successo

Cinque mesi, e il reparto cammina da solo

Niente di spettacolare. Tutto tracciabile, attività chiare e responsabilità assegnate.

Durata

5 mesi

Dall’ingresso al passaggio di consegne. Non è una tempistica da listino ma calata su questa specifica situazione

Continuità

Nessuna attività caduta

Sito nuovo online e una fiera in più, non prevista, entrata a calendario. E portata in fondo.

Il reparto

Da esecutori a titolari

Le due persone già in casa hanno preso aree e responsabilità, non più compiti.

Esito

Una figura a tempo pieno

Entrata dopo, su un reparto che funzionava già. Non su un cantiere aperto.

Oggi il lavoro scorre ed è tracciabile, nessuno teme che salti qualcosa, e tutti sanno chi fa cosa, come, e soprattutto perché. E se dovesse ricapitare l’uscita di qualcuno… tutto è scritto e organizzato.
Prima di dire di sì

Quando funziona, e quando no

Tre condizioni. Se ne manca una lo dico prima, non dopo tre mesi.

Qualcuno che decide
Serve un imprenditore o un direttore che dica sì o no in tempi ragionevoli. Un reparto si rifonda con decisioni, e se restano sospese per settimane il lavoro si ferma.
Persone da far crescere
Se in casa c’è qualcuno, anche junior, il reparto si ricostruisce attorno a lui. Se non c’è nessuno il discorso cambia: si parte da un foglio bianco e i tempi si allungano.
Il tempo di fare le cose in ordine
Chi vuole assumere entro il mese non ha bisogno di me, ha bisogno di un cacciatore di teste. Io servo quando si vuole capire chi assumere, e per farlo bisogna prima sistemare il lavoro.
Domande

Quello che mi chiedono in questa situazione

1 Perché non assumere subito il sostituto?
Perché nel momento in cui il responsabile esce, l’azienda non sa ancora cosa cercare: sa solo cosa faceva la persona che se n’è andata, che non è la stessa cosa. Se assumi in fretta rischi di prendere una fotocopia del predecessore, problemi compresi. Il profilo giusto esce dal lavoro rifatto, non dall’organigramma vecchio.
2 Fai anche la selezione?
Non sono un recruiter e non ne faccio il mestiere. Lavoro con chi seleziona, portando una cosa che dall’esterno non si può avere: so esattamente cosa dovrà fare quella persona, perché nei mesi precedenti l’ho fatto io. Il mio colloquio è tecnico e operativo, sulle competenze reali.
3 Che fine fanno l’agenzia e i fornitori già in casa?
Di norma restano. Cambia che smettono di decidere da soli cosa è importante: ricevono obiettivi scritti, metriche e una cadenza di confronto. Un fornitore lasciato senza referente interno non lavora male per cattiveria, lavora nel vuoto e riempie il vuoto con quello che sa fare.
4 E se poi l’azienda decide di non assumere nessuno?
Succede, ed è una decisione legittima: a volte il reparto rimesso in ordine regge con le persone che ci sono già. In quel caso il lavoro non è stato sprecato, perché quello che resta è il sistema, non la mia presenza. Il rischio vero è l’opposto: assumere per riempire una casella e ritrovarsi con lo stesso disordine e uno stipendio in più.

Ti è appena uscito il responsabile marketing?

Pochi minuti per capire cosa rischia di cadere per primo e in che ordine conviene muoversi. Senza copione, e prima di cercare qualcuno.

Oppure continua da qui: La situazione, in dettaglio Tutte le case history Come lavoro

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