Il responsabile se n’è andato; ma l’azienda non deve rallentare.
Azienda manifatturiera metalmeccanica, un centinaio di persone, più di 40 milioni di fatturato. Cinque mesi dentro il reparto marketing: continuare l’operatività, tenere insieme il team, rimetterlo in ordine e preparalo per le sfide future.
Costruire il processo prima di basarsi sulle persone. È l’ordine che quasi nessuno segue, ed è quello che decide se la nuova assunzione funziona o brucia.
Due persone brave. E nessuno che le tenesse insieme.
Il reparto marketing erano due figure junior, molto solide ognuna sul proprio pezzo: competenze verticali, attività assegnate una per una e esecuzione. In più, un’agenzia di marketing e diversi fornitori per eventi e attività dedicate.
Finché il responsabile c’era, il sistema reggeva perché tutto passava da lui: priorità, rapporti con i fornitori, scadenze e il criterio per dire di sì o di no. Quando è uscito si è fermato il punto in cui le attività venivano decise.
Due persone che eseguono non fanno un reparto. Due persone che eseguono di solito aspettano che qualcuno dica cosa (e come) eseguire.
Cinque mesi, quattro tempi
Step by step, si segue uno schema preciso.
Tenere in piedi, e intanto rifondare
Non si può chiudere per inventario. Si lavora mentre la macchina gira.
Cosa si rompe per primo
Entrando non ho chiesto cosa serviva al marketing. Ho chiesto un’altra cosa: cosa si rompe se nessuno lo gestisce. Scadenze già prese, impegni con i fornitori, materiali promessi ai commerciali, cose che esistevano solo nella testa di chi era uscito.
Prima togliere, poi aggiungere
Ho assegnato temporaneamente le cose che non potevano aspettare e ho sospeso quelle che non erano prioritarie. I due junior hanno continuato a fare quello che sapevano fare, con una differenza: sapevano a chi chiedere quando il quadro non era chiaro.
Chi fa cosa, chi decide cosa, e perché
Le due persone sono passate da esecutrici di compiti a responsabili di aree: ognuna con un perimetro, un criterio di priorità e il diritto di dire di no. I passaggi con le vendite sono diventati espliciti invece che affidati alla buona volontà. E l’agenzia e i fornitori hanno ricevuto qualcosa che prima non avevano: obiettivi scritti, metriche e una cadenza fissa di confronto.
Cinque mesi, non cinque riunioni.
La differenza tra chi consiglia e chi risponde di quello che succede è tutta qui: se il reparto sbaglia una consegna, la sbaglio anch’io.
Chi entra, e come si esce
La parte in cui il lavoro fatto prima si vede tutto insieme.
Il profilo emerge dal lavoro, non da un annuncio
Con il processo in piedi il profilo da cercare non era «un marketing manager» generico, ma la persona che serviva a quel reparto, in quell’azienda, con quei due junior già cresciuti. Non sono un recruiter e non mi ci spaccio: lavoro con chi seleziona, sapendo esattamente cosa deve saper fare chi entra.
Il sito online e una fiera che non era in programma
Nei cinque mesi il nuovo progetto del sito è stato sistemato ed è andato online. Ed è entrata in calendario una fiera che prima non era nemmeno stata valutata: si è rivelata importante per il commerciale e per il brand.
Quella fiera ha fatto anche un secondo lavoro, meno visibile. È diventata il momento in cui raccontare al mercato la nuova organizzazione, con le nostre parole e nei nostri tempi.
Il mercato lo viene a sapere comunque
Quando cambia qualcosa ai vertici la notizia gira. L’unica variabile è da chi la sentono.
Nel primo caso è una scelta. Nel secondo è un problema. È la stessa identica notizia: cambia solo chi (e come) la dice per primo.
Cinque mesi, e il reparto cammina da solo
Niente di spettacolare. Tutto tracciabile, attività chiare e responsabilità assegnate.
5 mesi
Dall’ingresso al passaggio di consegne. Non è una tempistica da listino ma calata su questa specifica situazione
Nessuna attività caduta
Sito nuovo online e una fiera in più, non prevista, entrata a calendario. E portata in fondo.
Da esecutori a titolari
Le due persone già in casa hanno preso aree e responsabilità, non più compiti.
Una figura a tempo pieno
Entrata dopo, su un reparto che funzionava già. Non su un cantiere aperto.
Quando funziona, e quando no
Tre condizioni. Se ne manca una lo dico prima, non dopo tre mesi.
Quello che mi chiedono in questa situazione
1 Perché non assumere subito il sostituto?
2 Fai anche la selezione?
3 Che fine fanno l’agenzia e i fornitori già in casa?
4 E se poi l’azienda decide di non assumere nessuno?
Ti è appena uscito il responsabile marketing?
Pochi minuti per capire cosa rischia di cadere per primo e in che ordine conviene muoversi. Senza copione, e prima di cercare qualcuno.
Oppure continua da qui: La situazione, in dettaglio Tutte le case history Come lavoro